AmaPanarea - Vita a Panarea



   Home



   Panarea News
   Vita a Panarea
   Emigrati



   Vacanze a Panarea
   Last minute
   Cucina: le ricette
   Arrivare a Panarea
   Indirizzi utili



   Emozioni
   Eventi Vip
   Nozze



   Finestra sul mare
   Finestra sull'isola
   Galleria foto
   Video
   Mappe
   Geologia
   Itinerari
   Storia
   Flora
   Fauna
   Archeologia
   Bolle di gas
   Isolotti
   Panarea nell'800
   Eolie nel XIX secolo
   Screensaver



   Diario di un turista
   Dossier Basiluzzo

   
Vita a Panarea
servizi riguardanti luoghi, persone, attività, iniziative, natura, cultura propri dell'isola.


PERSONAGGI: ENZO BOSCHI E LA SALVAGUARDIA DI PANAREA
(maggio 2002)

Una notizia Ansa del 20 maggio 2002 dal titolo
"AMBIENTE: ENZO BOSCHI, FERMARE IL DEGRADO DI PANAREA"

Il Comitato per la Salvaguardia di Panarea, composto da liberi cittadini amanti del piccolo gioiello eoliano lancia un grido di dolore alla vigilia della stagione estiva. In una lettera aperta, il professor Enzo Boschi, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica, uno dei piu' noti vulcanologi del mondo, descrive una situazione che ogni anno che passa diventa piu' a rischio. ''L'isola di Panarea, una delle piu' belle dell'arcipelago delle Eolie - scrive Boschi nella lettera, firmata anche da altre 47 persone - sta subendo un degrado inarrestabile''. ''Nei mesi di luglio e agosto e' presa d'assalto da barconi stracolmi di turisti che trascorrono poche ore nell'isola senza che vi sia lo spazio sufficiente per accoglierli.
Prof. Enzo Boschi
Presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
La confusione che ne consegue e' indescrivibile e nessuno vuole e puo' regolamentare questo afflusso selvaggio''. ''Questa situazione - rileva il professore - e' a discapito di tutti: dei turisti che non vengono accolti in maniera adeguata, dei residenti che non possono piu' vivere serenamente''. Per Boschi e' necessario dunque risolvere almeno alcuni dei problemi annosi che riguardano Panarea. ''E' indispensabile - sottolinea - eliminare i pericoli di frana in varie parti dell'isola, specialmente nel sentiero che porta a Calajunco; contrastare l'inquinamento del mare; valorizzare la montagna, con una manutenzione continua dei sentieri''. E' necessario inoltre, secondo Boschi, migliorare i collegamenti con Napoli e Milazzo in modo da diluire il turismo in almeno dieci mesi all'anno. Boschi, infatti, sottolinea come il turismo di massa concentrato solo nei mesi di luglio e agosto provoca danni gravi: ''Alcune delle zone piu' belle ed interessanti, come Calajunco e la Solfatara, - afferma - rischiano di cambiare irreversibilmente la loro morfologia se non di scomparire''. E tutto questo e' dovuto solo in parte a cause naturali. ''Specialmente durante i mesi estivi - scrive ancora Boschi - si assiste ad un autentico scempio: barche di ogni tipo e di ogni dimensione attraccano, senza il minimo rispetto delle regole esistenti, nei luoghi che ritengono piu' opportuni, scaricando maree di immondizia e troppi turisti privi del minimo rispetto per la natura. I controlli sono sostanzialmente inesistenti e tutto procede in uno stato di totale confusione o addirittura di anarchia. L'esempio più appariscente di questo stato di cose e' il sentiero che porta dalla caletta degli Zimmari alla baia di Calajunco, dove l'evidente possibilita' di frane e' di fatto ignorata. E' assolutamente necessario intervenire in maniera definitiva e nel rispetto dell'ambiente per eliminare questa vergognosa situazione di pericolo''. A Calajunco, sempre secondo Boschi, ''deve essere consentito di giungere soltanto a piedi. Questa baia, se ripulita e protetta, e' il luogo sicuramente piu' bello e suggestivo di tutte le isole Eolie. A nessun barcone dovrebbe essere consentito di entrarvi e neppure un sasso dovrebbe essere spostato, mentre invece si assiste ad una progressiva devastazione del luogo dovuta all'ignoranza colpevole e al totale disinteresse delle autorita' preposte alla salvaguardia dei beni ambientali. Un altro punto a rischio dell'isola e' la Calcara, ormai abbandonata a se stessa e molto simile ad una discarica. ''Dovrebbe essere valorizzata e resa accessibile solo a piedi - afferma ancora Boschi - con interventi che, sempre nel rigoroso rispetto del paesaggio, ne impediscano l'inevitabile scomparsa per grosse frane tutt'altro che improbabili. Inoltre, la Calcata potrebbe diventare, insieme ad altri fenomeni vulcanici presenti nel fondo del mare in prossimita' dell'isola, oggetto di studio scientifico. Con un'adeguata rete di monitoraggio si potrebbero analizzare in maniera sistematica tutti gli interessanti fenomeni geochimici che vi si verificano''. (ANSA).