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AGRICOLTURA: RACCOLTA DELLE OLIVE A PANAREA
(07 novembre 2003)
Le fotografie sono di Prisca Vedi anche Galleria foto > album Prisca |
In questi giorni a Panarea si svolge la raccolta delle olive maturate su quelle poche piante rimaste. Purtroppo, questa è ormai un'attività che appartiene al passato. Infatti, a causa dell'emigrazione, che ha visto molti panarellesi partire verso l' Australia e l'America, le piante d'ulivo sono rimaste abbandonate a se stesse e, senza cure e senza potature, stanno ormai esaurendosi.
Ancora c'è qualcuno che possiede qualche pianta, ma a Panarea di veri uliveti ne esiste ormai soltanto uno, piantato 23 anni fa, che conta 80 piante tutte molto curate.
Sull'isola un tempo c'erano 2 o 3 frantoi ma ora non ce ne sono più. Non solo a Panarea, ma nemmeno a Stromboli, Lipari, Salina e nelle altre isole dell'arcipelago.
"Ora bisogna portare le olive in Sicilia - ci raccontano a Panarea - ed è un vero stress, in quanto non si possono lasciare ammucchiate per tanti giorni, altrimenti produrranno un olio di scarsa qualità. L'ideale sarebbe frangerle giorno per giorno, ma questo è ormai impossibile. Allora bisogna organizzarsi molto bene: previsioni del tempo che promettano almeno una settimana senza pioggia; appuntamento al frantoio (che può essere del tipo: 9 novembre, ore 3 della mattina a San Filippo del Mela, che dista 16 km da Milazzo!); una nave che parte quel giorno per Milazzo (ed in inverno non capita tutti i giorni e spesso non ci puoi contare a causa del cattivo tempo); un mezzo motorizzato che ti porta i sacchi di olive sulla nave; poi un altro mezzo che venga a Milazzo a prelevarti con le olive".
"Poi, dopo la frangitura - continua l'olivicoltore di Panarea - sei lì in campagna con cento litri di olio e devi tornare a Milazzo, trovare magari un albergo, trovare il giorno seguente un aliscafo disposto a trasportare il tuo olio. E' una vera odissea e uno stresso che ci consiglia di pensarci bene prima di curare un uliveto".
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