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Il
numero delle persone obbligate a pagare l'imposta ammonta sulla
Isole Lipari a 6836, di cui 5081 imposte per fondo e case, 1346 solo per
case e 409 imposte per
ricchezza mobile. Inoltre ci sono ancora imposte per
impiegati ecc. La religione sulle Isole Lipari è esclusivamente quella
cattolica.
Su
Lipari nel 1871 c'erano 246 famiglie che vivevano esclusivamente dai redditi
dei loro beni; 4000 contadini, 189 padroni,, 292
pescatori, 347 marinai, 69 filatrici, 56 cardatori e 40 donne, che lavorando al
telaio, si guadagnavano la vita.
Su
Salina c'erano 154 famiglie che vivevano dal provente delle loro terre, 67
padroni, 182 pescatori. Il rimanente della popolazione consisteva da contadini
che sono contemporaneamente marinai, poiché coltivano
la terra e nel frattempo trasportano con i loro numerosi mezzi di trasporto i
loro prodotti. Qui c'erano 50 donne che lavoravano il telaio.
Su
Stromboli c'erano 27 possidenti, 30 pescatori,13
padroni, 6 filatrici, 8 cardatori, 16 padrone tessitrici, i restanti abitanti
erano contadini e marinai nello stesso tempo, come a Salina.
Su
Panaria c'erano 4 possidenti, 5 padroni, 20 pescatori, 4 padrone tessitrici, 2
cardatori; i restanti abitanti erano contadini e pescatori, non eccetto le
donne che, appena finito il lavoro nei campi, cercavano di trarre del guadagno
dalla pesca.
Su
Filicuri c'erano 15 possidenti, 6 padroni e 20 pescatori; i rimanenti abitanti
erano loro pure contadini.
Su
Alicuri, c'erano 2 possidenti, 3 padroni, 12 pescatori, i rimanenti abitanti
erano loro pure contadini
Secondo
alla loro occupazione e posizione, la popolazione delle isole lipari si
divideva nei comuni di Lipari e Salina come segue:
ELENCO DELLE AUTORITA' RELIGIOSE E CIVILI, E POI DEGLI
ARTIGIANI
ED ARTIGIANI ED ARTISTI DEL COMUNE
LIPARI
vescovo 1
prete 1
chierici 8
monaci 3
monache 5
suore di carità 6
sindaco 1
pretore 1
vicepretore 1
delegato di pubblica sicurezza 1
ufficiale di porto 1
ufficiale di linea 3
agente imposte dirette 1
canonici 16
religiosi 38
commercianti 29
sensali 47
falegnami 3
carpentieri 25
sarti 29
calzolai 51
muratori 45
fabbri 27
armaiuolo 1
lattonieri 4
calderai 2
ricevitore registro 1
tenente di finanza 1
assessori municipali 6
consiglieri comunali 30
impiegati comunali gov. 12
agenti consulari di Stati stran. 3
sotto ufficiale e soldati 76
carabinieri reali 9
guardie di pubblica sicurezza 12
guardie di finanza 16
uscieri com. mand. 4
esattori imposte dirette 1
ufficila telegrafici 2
ufficiale postale 1
avvocati 8
medici 8
ingegneri 2
notai 6
farmacisti 5
geometri 2
possidenti 495
commercianti 10
barbieri 25
salassatori 3
sarte 12
capitani d'alto mare 4
capitani di grande cabotaggio 13
patroni 85
marinai 364
pescatori 112
pittori 9
stuccatori 1
marmoristi 4
orefici 5
bollitori di caffé 3
proprietari di bettole 65
oste 3
tessitrici 68
ostetriche 16
macellai 9
venditori di pesce 12
venditori di frutta 8
venditori di verdura 2
lavatrici 36
becchini 8
facchini 11
pastori di capre 9
domiciliati coatti 762
rigattieri 42
contadini 2796
ragazze di servizio 25
infermieri 9
maestri delle elementari 22
maestri di ginnasio 3
senza professione 1309
SALINA
sindaco 1
delegato di porto 1
ufficiali di porto e telegrafici 2
ufficiale postale (leni) 1
segretario comunale 1
tesoriere comunale 1
esattore consorzionale, cioè tra
Lipari
e Salina 1
un cappellaio per ogni paese, che
dipende dal vescovo di Lipari
notaio 1
medici 2
farmacisti 1
carpentieri 6
costruttori di navi 3
fabbri 3
muratori 9
sarti 4
calzolai 10
Sulle isole Lipari ci sono 550 poveri, 32 ciechi, 17 sordomuti e 18 tra scemi e pazzi che si dividono sulle singole isole come segue:
POVERI CIECHI SORDOMUTI SCEMI E PAZZI
Lipari
550 32 17 18
Il
grande numero dei poveri é spiegabile in quanto i
pochi possidenti vivono per lo più dei redditi fondiari i quali dipendono dal
tempo, e poiché la distensione dei loro fondi é molto insignificante, la paga
giornaliera é molto scarsa. Il tempo peggiore per i poveri a Lipari é
l'inverno, il tempo migliore semmai nella tarda estate ed in autunno, poiché la
paga per i lavoratori che fanno la vendemmia e che aiutano comunque
nei raccolti, é molto alta perché la frutta che, come vediamo più tardi, é il
loro nutrimento principale, costa una sciocchezza. Tanti poveri sono emigrati
verso le città della Sicilia ed a Napoli ed hanno abbandonato la loro famiglia
in povertà.
Il
carattere dei Liparoti é dolce e bonario; fatti di rapina e di
omicidi, dei quali si sente tanto parlare sulla vicina Sicilia, non sono
conosciuti qui. Lo straniero può girare con assoluta sicurezza tra questo
popolo compiacente, sereno, allegro che ti acquista presto il cuore, e presto
gli piacerà stare tra la gente e si sentirà come a casa sua, perché dimostrano
una confidenza speciale, vorrei dire quasi ingenua.In modo particolare si può
osservare questo con le giovani ragazze le quali si incontrano
lontane dalle loro madri , tutte sole sulle alture, dove camminano scherzando e
ridendo, con vero candore infantile. Il loro essere ingenuo si dimostra
chiaramente sulla spiaggia, dove si lavano nel mare, ridacchiando e ridendo,e dove espongono alzando di molto le loro vesti, le loro
forme veramente statuarie al passante, senza essere sfiorate minimamente dal
pensiero che ciò non fosse pudico.
Un
tratto caratteristico dei Liparoti é il loro amore per la zolla paterna e che viene dimostrato nella maniera migliore con la seguente
storia che ho vissuto personalmente:
Dominante le rive rocciose del Pignataru c'é una piccola casa circondata da fichi d'india nelle cui prossimità crescono alcuni aranci e limoni. Mi piaceva star seduto su questo aeroso lastricu con la veduta graziosa su Lipari, su Vulcano irrigidito di scogli e sulla lontana Sicilia. Diverse volte avevo ancorato nella sua prossimità, finché un giorno mi venne l'idea di comprare la piccola zolla di terra. A questo scopo feci chiamare il proprietario, un contadino vecchio e bravo e gli esposi i miei propositi, e lui mi ascoltò senza parlare. Gli domandai quanto voleva in cambio e lui rispose che non sapeva il valore della sua proprietà. Allora gli feci la proposta di far stimare il piccolo fondo e la casa e gli promisi che gli avrei pagato il doppio del valore stimato. Lui accettò con la condizionale, che i suoi quattro figli, con i quali voleva discutere prima della vendita, fossero d'accordo. La sera il contadino venne a cercarmi per dirmi che, dopo tante difficoltà, finalmente era riuscito ad ottenere una risposta positiva dai suoi figli, Gli dissi il compito di raccogliere tutti i documenti necessari per il contratto di vendita e di darli al notaio, che avrebbe provveduto al resto, dopodiché al mio ritorno sull'isola, dopo circa tre mesi avrebbe ricevuto il pagamento. Ci lasciammo con una cordiale stretta di mano. La sera stessa navigai a tutto vapore verso ovest. La notte era silenziosa e piena di stelle, c'era soltanto una nuvoletta di fumo sulla fossa di Vulcano, ed io sognai dell'astrico assolato di Pignataru, finché le isole Lipari erano svanite all'orizzonte.
Dopo tre mesi misi giù l'ancora di nuovo al Pignataru.
L'astricu della casa aveva un'aria di festa, le ragazze avevano annodato il
loro migliore mucadori sui capelli e sembravano aspettare con ansia il mio
arrivo. Mi compiacevo con me stesso di poter presto vedere sul mio Astricu. Appena approdato mi venne incontro il vecchio contadino con aria
triste e mi disse: "Signore, vi chiedo una grazia, Lei vuole pagarmi il
doppio il fondo e la casetta e di questo posso solo ringraziarla.Ma da
quando l'ho venduto, c'è tristezza nel mio cuore; come posso dividermi dalla
mia zolla che ho ereditata dai miei genitori; i miei
figli mi dicono , che la terra é grande abbastanza per costruirvi altre 4
piccole case e allora potrebbero abitarci tutti accanto a me. Non voglio
mancare alla mia parola che vi ho dato, e vi chiedo la grazia di
liberarmene". E allora le ragazze si fecero
avanti con la stessa preghiera e portarono delle arance nei loro grembiuli, che
mi offersero; perfino i bambini mi portarono dei fiori, piangenti e
implorandomi di lasciare a loro la casetta, non volevano guadagni, volevano
soltanto continuare a possedere il luogo dove erano cresciuti e si erano
sbocciati, pari ai bei fiori dei caperi che si adattano alle rocce inferiori.
Con commozione contemplai questa scena, avendo raggiunti l'astricu. Sentivo le
lacrime calde delle ragazze che calavano sulle mie mani quali perle
scintillanti e sentivo il respirare forte dei bambini, causato dalla tensione:
" O gente buona e brava - dissi - se non volete altro, che casa e terreno
siano vostri. Come potrei avere il cuore di strapparvi quanto amate così
tanto". Allora tutti si misero ad esultare, d'allegria le ragazze nella
loro gioia lasciarono cadere le arance dai loro grembiuli, di modo che rotolavano come sfere d'oro sull'Astricu, ed i bambini
sparsero i loro fiori e come per magia tutto questo faceva un bellissimo
quadro. Ma allora il vecchio si fece avanti con gravità e mi indirizzo
questo discorso breve, ma molto sentito:" Signore, per la tua grazia ho
riacquistato pace e felicità, la benedizione mia, dei miei figli e nipoti sia
con te.
Ma la tua accondiscendenza di
concedermi questa grazia mi da coraggio di chiedertene una seconda, ed il non
compimento di questa renderebbe invalida anche la prima. La casa rimane a me,
ma io voglio che sia anche la tua; ogni volta che tu vieni da queste parti
ritorna su questo astricu che ti piace, e rimani tra
di noi, consideraci come gente tua e gioisci della nostra gioia. "E con
questo, tutti i presenti presero le mie mani e quando promisi di esaudire
preghiera del vecchio, li giubilo e la gioia non avevano
fine.
Da allora sono passati tanti anni ed ogni volta che metto
giù l'ancora là, passo qualche ora sull'astricu, mi rifocillo con la vista
incantevole e chiacchero con questa brava gente oppure ascolto i suoni allegri
del tamburino che echeggiano dalle pareti rocciose vicine, accompagnate dal
canto di melodie ritmiche.
Quello che i Liparoti hanno di
più nell'animo é il lavoro dei campi e la navigazione, per quest'ultima hanno
da sempre dimostrato una particolare inclinazione. La diligenza, e lo spirito
d'iniziativa in genere non sono molto grandi, per lo
più ancora su Salina e Stromboli, dove la gente é instancabile nel lavorare. Su
Panaria e Filicuri vivacchiano tranquillamente e la più svogliata in questo
senso é la povera Alicuri.