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Tra il popolo ignorante regna purtroppo in
maniera smisurata la superstizione. Prima di tutto parliamo delle così dette
fatture o magie, con le quali particolare sono donne vecchie e brutte,
pronunciano parole misteriose fanno
ammalare qualsiasi persona o possono ottenere che quest'ultime
siano colpite da disgrazie; altrettanto sono capaci di
far innamorare un uomo pazzamente di una donna o viceversa. Molto diffuso e' la
credenza negli spiriti, che si sono introdotti in qualsiasi persona o con il
nutrimento o durante il sonno e si sono fusi con essa.
Queste persone allora ottengono delle proprietà sopranaturali; ragazze colpite
da Istero-cafalepsis si ritiene siano spiritate. Quando qualcuno muore per incidente, sia che in seguito ad una
tempesta sul mare sia in seguito ad una caduta in un burrone sia che abbia
trovato la morte in altre circostanze, allora si crede che la sua anima si
aggiri tanto quel nei relativi dintorni finché é arrivato il tempo della sua
naturale morte. Se dei bambini cadono da qualsiasi punto rialzato o non
riportano danni; oppure dei danni molto
leggeri in rapporto al pericolo subito,
allora si crede che l'angelo custode abbia sostenuto il bambino in aria o che
l'abbia comunque fatto cadere dolcemente; questa
credenza in parte saggia probabilmente su base religiosa. Quando
si parla male di un defunto, allora si crede che il morto debba soffrire.
Per la durata della conversazione se si
sposano dei parenti vicini, uno dei due sposi deve morire nei primi anni del
matrimonio. Ai pasti assiste un angelo che continua il suo servizio protettivo
presso altri tavoli quando al primo é terminato il posto.
Quest'ultima superstizione è talmente diffusa per
la gente di campagna, che l'uomo, immediatamente dopo aver mangiato ordina alla
donna di sparecchiare la tavola, perché l'angelo non debba aspettare
ulteriormente. Si crede anche generalmente al malocchio e per proteggersi si
applica di solito all'entrata della casa un paio di corna di
montone. Le porcelluzze vengono
considerate uguali ai pezzi di crollo, quale mezzi contro il malocchio. Le
persone con il malocchio hanno la disgrazia che, se lodano la salute, la
bellezza o la fortuna di qualcuno, quest'ultimo si
ammalano; altrettanto si ammalano o si recano in qualche pericolo gli animali lodati da tale
persona. Se lodano un oggetto, quest'ultimo si rompe,
e se si imbarcano, scoppia una tempesta. Questi
disgraziati vengono sfuggiti e sono odiati da parte
degli strati bassi del popolo. Se viene sparso
dell'olio d'oliva sul pavimento questo è un segno sicuro di una disgrazia
inevitabile.
Altrettanto vale per il grido di una
civetta o quello delle galline quando soffrono la cosiddetta pepita, per cui vengono immediatamente uccise per evitare la
disgrazia temuta.
La macroglossa stelletornu,
che volentieri si insinua nelle case, viene
considerata, similare all'usanza in Spagna, quale portatrice di buone notizie,
e le donne dell'isola sono contente di vederle. Trovare una lucertola con due
code porta fortuna, mentre le lucertole ammazzate per mano degli uomini
maledicono il loro assassino. I serpenti non si devono ammazzare, perché fanno
cambiare la buona fortuna dell'uccisore. Una superstizione curiosa dei
pescatori e dei marinai in genere é la credenza di poter far sparire con parole
la tromba d'acqua chiamata manica cuda di rattu o tromba, e di cui tutta la gente parla con la
massima sincerità. Le parole sono:" forza del
padre, sapienza del figlio, virtù dello spirito santo ti taglio manica che
ti decanto". Queste parole di
solito vengono fatte imparare soltanto la notte di
natale, particolarmente durante la consacrazione durante la messa oppure il
venerdì santo, ma possono essere dette anche alla sera della festa dei tre re
magi, viene considerato un peccato il confessore di dire le parole nel
pericolo, ed é un sacrilegio di dirle in
altre circostanze. Se vengono dette in pericolo
imminente, i preti danno l'assoluzione, negli altri casi è quasi impossibile
ottenerla.
Un prete confessore per tanto tempo non
voleva assolvere il padre di un mio marinaio dopo due anni circa l'uomo portava
il religioso a Palermo e durante il tragitto ad un tratto apparve una tromba
d'acqua. Il prete confessore spaventato cominciò a gridare: "l'assolvo, l'assolvo", il pescatore disse le parole e
furono salvati. Effettivamente, il tempo necessario per dire le parole con
enfasi; corrisponde alla solita durata di una tromba d'acqua.