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Il bagno viene
fatto molto spesso a Lipari. La schiccia di monelli abbronzati dal sole di
solito fanno il bagno verso l'una del pomeriggio, dopodiché si rotolano nella
sabbia per rituffarsi nel mare, dove si dimostrano quali nuotatori e saltatori
molto provati. Le altre classi fanno il bagno alle 10 del
Le usanze durante le visite a Lipari sono
molto semplici. I parenti si visitano tra di loro
senza etichetta e gli amici si visitano molto di rado, poiché per via della
piccolezza della città, si vedono quasi ogni giorno. Comunque,
chi abbia fatto una visita a qualcuno, non ci ritorna, affinché la prima non
sia stata ricambiata, eccezione fatta per la visita in occasione di malattia o
di morte. Se qualcuno che porta si consegna dai
parenti ed amici, allora al suo ritorno, secondo la vecchia usanza spagnola che
vige ancora, gli spetta il ricambio. Gli sposi che vengono
visitati nei giorni seguenti al loro matrimonio, sono obbligati a ricambiare
queste visite. Le visite in occasione di nascite vengono
ricambiate anche in occasione di altre nascite. Vengono anche fatte visite
reciproche di augurio in occasione dell'onomastico.
Mentre le visite convenzionali il primo giorno dell'anno nuovo vengono di
solito sostituite dall'invito di biglietti di visita.
E' necessario dire, che tutto quanto detto sopra si riferisce soltanto a
Lipari, perché sulle altre isole le visite si fanno soltanto in casi di
malattie, di nascite e di morte, senza l'impegno di un ricambio. A capo d'anno
ed a pasqua si cambiano anche gli auguri: "buon
capo d'anno! cento di questi giorni!" la festa
viene festeggiata tra parenti ed amici identico al giorno di natale, con un
pranzo, alla fine del quale si servono dei dolci, particolarmente i
"spicchitieddi. Di vini cotti", menzionati prima, inoltre degli altri
che vengono preparati di uva passa con arance. La sera di San Silvestro
parenti ed amici usano riunirsi per divertirsi con i giochi alle nocciole ed
alla sorte. Il giorno dei tre re magi viene molto
festeggiato dai bambini, che si aspettano dai parenti più prossimi, dai padrini
o dagli amici intimi la stremma (streina) che consiste di solito in un regalo
di denaro.
Le donne delle classi abbienti,
particolarmente quelle più giovani, si fanno poco vedere sulla strada o su
passeggiate pubbliche. Si recano soltanto avvolte fittamente nei loro
copricapi, la mattina presto e silenziosamente - a
umucciuni - come si dice qui - in chiesa; questa sembra essere ancora un
residuo di usanze arabe.
Il saluto abituale all'incontro di persone
alla pari è un gentile " buonciuornu, buonasira", al quale la
risposta é la ripetizione del saluto con l'aggiunta di saluti. Persone di rango
più alto vengono di solito salutati dai contadini con le parole "
riverisciu, vossignuria" e i lavoratori usano dire quale saluto senpre
anche ai preti, "benedicete". La risposta é un
semplice " oddiu; buonciuornu, buonasira". Se si tratta di lavoranti si usa aggiungere il nome "baciu la
manu" si dice anche a persone di rango superiore, ma questo viene detto di
solito da gente di certo molto basso. I bambini usano salutare la gente anziana
con "vossia benedica", al che si risponde " santu" o "
benedettu" . Gli abitanti di Salina esclamano
spesso all'incontro: " servu su, serva sua". Salutando subalterni, si dice semplicemente "oddiu" le
espressioni " frati miu" e "compari" sono molto usate nel
salutare la gente di ceti bassi, l'ultima espressione particolarmente nel
chiamare da lontano, senza che si trattasse di fratelli o compari. Se si conosce l'uomo,
allora si fa seguire il suo nome alla parola "compari". per esempio :i cumpari luigi, compari vauni ecc.. Durante
l'incontro si usa anche spesso la parola compare, cioè " o cumpari levati
di ddruocu". I veri cumpari entrano in un rapporto familiare molto
stretto. Ho trovato gente che chiamava lo stesso ancora cumpari quello che
aveva scelto quale padrino, anche se non lo poteva essere per via di qualsiasi
incidente; lo chiamavano così, perché é l'uomo della loro fiducia e della loro
stima. Cumpari non si dice soltanto di colui che fu il
padrino dei propri figli, ma anche di quello che teneva a battesimo i nipoti od
altri parenti.
Strombolari e Liparoti sono le espressioni
abituali per gli abitanti di queste due isole. Gli ultimi non vedono di buon'occhio i primi e li chiamavano, benché appartenenti
tutt'e due allo stesso comune immeritatamente "ladroni". Gli altri
abitanti delle isole si chiamano "Panarisi, Salinari, Filicurari,
Alicurari, e Vulcanari". Se il padre é ancora
vivente, si usa a Lipari, scrivendo il proprio nome, far seguire il nome del
padre, così per esempio Giovanni Casamano di Gaetano; se egli é però già morto,
si dice Giovanni casamano fu Gaetano.
A Lipari gli abitanti facevano i calcoli
secondo 10, 20 ecc.. Ora ed anche gli orologi
tascabili erano regolari secondo ciò. Questa usanza si sta perdendo adesso; le
solite ore del giorno vengono chiamate ala francisa i
contadini non possono comprenderle. Molto sorprendente é l'ignoranza dei
marinai e dei pescatori delle Lipare nella determinazione delle
ore del giorno; si sbagliano in riguardo a ciò. Seguendo la posizione del sole,
che di solito dovrebbe essere l'orologio del marinaio, spesso da due o tre ore.