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CAPITOLO III

 

LA POPOLAZIONE
(usi)

 

Il bagno viene fatto molto spesso a Lipari. La schiccia di monelli abbronzati dal sole di solito fanno il bagno verso l'una del pomeriggio, dopodiché si rotolano nella sabbia per rituffarsi nel mare, dove si dimostrano quali nuotatori e saltatori molto provati. Le altre classi fanno il bagno alle 10 del mattino e le donne di solito verso sera.

Le usanze durante le visite a Lipari sono molto semplici. I parenti si visitano tra di loro senza etichetta e gli amici si visitano molto di rado, poiché per via della piccolezza della città, si vedono quasi ogni giorno. Comunque, chi abbia fatto una visita a qualcuno, non ci ritorna, affinché la prima non sia stata ricambiata, eccezione fatta per la visita in occasione di malattia o di morte. Se qualcuno che porta si consegna dai parenti ed amici, allora al suo ritorno, secondo la vecchia usanza spagnola che vige ancora, gli spetta il ricambio. Gli sposi che vengono visitati nei giorni seguenti al loro matrimonio, sono obbligati a ricambiare queste visite. Le visite in occasione di nascite vengono ricambiate anche in occasione di altre nascite. Vengono anche fatte visite reciproche di augurio in occasione dell'onomastico. Mentre le visite convenzionali il primo giorno dell'anno nuovo vengono di solito sostituite dall'invito di biglietti di visita. E' necessario dire, che tutto quanto detto sopra si riferisce soltanto a Lipari, perché sulle altre isole le visite si fanno soltanto in casi di malattie, di nascite e di morte, senza l'impegno di un ricambio. A capo d'anno ed a pasqua si cambiano anche gli auguri: "buon capo d'anno! cento di questi giorni!" la festa viene festeggiata tra parenti ed amici identico al giorno di natale, con un pranzo, alla fine del quale si servono dei dolci, particolarmente i "spicchitieddi. Di vini cotti", menzionati prima, inoltre degli altri che vengono preparati di uva  passa con arance. La sera di San Silvestro parenti ed amici usano riunirsi per divertirsi con i giochi alle nocciole ed alla sorte. Il giorno dei tre re magi viene molto festeggiato dai bambini, che si aspettano dai parenti più prossimi, dai padrini o dagli amici intimi la stremma (streina) che consiste di solito in un regalo di denaro.

Le donne delle classi abbienti, particolarmente quelle più giovani, si fanno poco vedere sulla strada o su passeggiate pubbliche. Si recano soltanto avvolte fittamente nei loro copricapi, la mattina presto e silenziosamente - a umucciuni - come si dice qui - in chiesa; questa sembra essere ancora un residuo di usanze arabe.

Il saluto abituale all'incontro di persone alla pari è un gentile " buonciuornu, buonasira", al quale la risposta é la ripetizione del saluto con l'aggiunta di saluti. Persone di rango più alto vengono di solito salutati dai contadini con le parole " riverisciu, vossignuria" e i lavoratori usano dire quale saluto senpre anche ai preti, "benedicete". La risposta é un semplice " oddiu; buonciuornu, buonasira". Se si tratta di lavoranti si usa aggiungere il nome "baciu la manu" si dice anche a persone di rango superiore, ma questo viene detto di solito da gente di certo molto basso. I bambini usano salutare la gente anziana con "vossia benedica", al che si risponde " santu" o " benedettu" . Gli abitanti di Salina esclamano spesso all'incontro: " servu su, serva sua". Salutando subalterni, si dice semplicemente "oddiu" le espressioni " frati miu" e "compari" sono molto usate nel salutare la gente di ceti bassi, l'ultima espressione particolarmente nel chiamare da lontano, senza che si trattasse di fratelli o compari. Se si  conosce l'uomo, allora si fa seguire il suo nome alla parola "compari". per esempio :i cumpari luigi, compari vauni ecc.. Durante l'incontro si usa anche spesso la parola compare, cioè " o cumpari levati di ddruocu". I veri cumpari entrano in un rapporto familiare molto stretto. Ho trovato gente che chiamava lo stesso ancora cumpari quello che aveva scelto quale padrino, anche se non lo poteva essere per via di qualsiasi incidente; lo chiamavano così, perché é l'uomo della loro fiducia e della loro stima. Cumpari non si dice soltanto di colui che fu il padrino dei propri figli, ma anche di quello che teneva a battesimo i nipoti od altri parenti.

Strombolari e Liparoti sono le espressioni abituali per gli abitanti di queste due isole. Gli ultimi non vedono di buon'occhio i primi e li chiamavano, benché appartenenti tutt'e due allo stesso comune immeritatamente "ladroni". Gli altri abitanti delle isole si chiamano "Panarisi, Salinari, Filicurari, Alicurari, e Vulcanari". Se il padre é ancora vivente, si usa a Lipari, scrivendo il proprio nome, far seguire il nome del padre, così per esempio Giovanni Casamano di Gaetano; se egli é però già morto, si dice Giovanni casamano fu Gaetano.

 

A Lipari gli abitanti facevano i calcoli secondo 10, 20 ecc.. Ora ed anche gli orologi tascabili erano regolari secondo ciò. Questa usanza si sta perdendo adesso; le solite ore del giorno vengono chiamate ala francisa i contadini non possono comprenderle. Molto sorprendente é l'ignoranza dei marinai e dei pescatori delle Lipare nella determinazione delle ore del giorno; si sbagliano in riguardo a ciò. Seguendo la posizione del sole, che di solito dovrebbe essere l'orologio del marinaio, spesso da due o tre ore.