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CAPITOLO III

 

LA POPOLAZIONE
(ceti sociali)

 

A Lipari non ci sono aristocrati, esiste solo una specie di classe borghese più alta, la cosiddetta borghesia, che consiste di proprietari terrieri; commercianti ed artigiani, che tengono in mano anche le proprietà più grandi. Sulle altre isole ci sono soltanto proprietari più piccoli, che appartengono per lo più alla classe lavorante. Esisteva soltanto una volta D'onofrio Pajno che aveva un milione che gli dava una rendita annuale di 50.000 lire, che fu però divisa tra i diversi figli; inoltre Filippo De Pasquale, che otteneva da un patrimonio di 325.000 lire una rendita annuale di 13.400 lire e Felice De Mauro, al quale un patrimonio di 250.000 lire dava la rendita annuale di 9.500 lire. Una dozzina d'altri avevano una rendita annuale dalle 7.000 alle 16.000 lire ed arano questi tutti di Lipari che possedevano una grande parte del possesso terriero delle altre isole. I proprietari terrieri più piccoli, residenti su queste altre isole non hanno  terreni a Lipari e sono soltanto pochi che posseggono un patrimonio di 30.000 lire.

 

I proprietari terrieri più grandi delle isole Lipari sono

 

                                     a Lipari

Eredi De Mauro                                          Maggiore Filippo fu Bartolo

Eredi Rodriguez Rosario                              Fratelli Pajno

Maggiore Giuseppe fu Giuseppe                    Florio Isabella

Sorelle Rossi                                              Restucci Francesco

                                                                  Lombardo Francesco

 

                                               A Stromboli

Giuncotto Giovanni fu Domenico                    Renda Gaetano

Alaino Giovanni                                           Renda Francesco

 

A Stromboli tutti i proprietari sono nativi dell'isola tranne due, che provengono da Lipari.

 

                                               A Salina

Rincotta Giuseppe                                       Notaio Giuffre' Domenico

Pettorino Giuseppe                                      Lo schiavo Antonio fu Gaetano,                                                           prete

Lancirella Antonio, prete

                                                                  Tavazza luigi

 

                                     A Panarea

La greca Michelangelo, prete

su quest'ultima isola ci sono comunque in pochi, che non abbiamo la loro piccola proprietà.

 

A Finicuri                                                   Ad Alicuri

Eredi di Castellano Liberatore                     D'abbora Bartolo

 

A Vulcano ci sono solo pochi abitanti e le proprietà principale, inclusa il cratere, appartiene a lur. Stevenson di glasgono che é rappresentato quì da muri marlian che abita adesso a Lipori. Il resto della proprietà terriera di Vulcano appartiene in maggior parte a proprietari di Lipari, lo stesso vale per lo più anche in riguardo alle proprietà di Panaria e Alicuri.

Gli ecclesiastici di Lipari consistono, incluso il Vescovo ed il capitolo, di 53 preti, venticinque dei quali si trovano a Salina, quattro a Stromboli e uno ciascuno su Panarea e Alicuri e due su Filicuri. Sulle isole nominate in ultimo hanno ancora moltissima influenza, poiché sono quasi gli unici rappresentanti dell'elemento colto. In genere, gli ecclesiastici delle isole Lipari sono persone gentili, premurose. Il capitolo consisteva una volta da 18 canonici di capitolo e 14 beneficiati, in tutto 32 preti; questa cifra fu comunque ridotta a 12 canonici e 6 beneficiati. Sotto beneficiati a Lipari si intende una proprietà, che fu lasciata in testamento ad un ecclesiastico con l'impegno di leggere alcune messe, ed in compenso gode di tutto il provente della proprietà quale rendita. Il numero dei monaci di messa era 13, e cioé recentemente erano 9 cappuccini e 4 francescani che portavano l'abito da prete. Codesti appartenevano ai chiostri del loro ordine a Lipari, che ormai sono stati revocati. Inoltre c'era un chiostro nel seminario di più tardi, la scuola attuale, ed uno molto piccolo in Val di Chiesa a Salina, che adesso é abitato dalle monache.

L'ulteriore maggioranza degli abitanti di Lipari consiste di operai, contadini, marinai e pescatori. Su Salina e Stromboli sono tutti contadini che, se possono lasciare il terreno, si occupano con l'esportazione dei loro prodotti e l'importazione di quelli che necessitano a loro, di modo che sono contemporaneamente contadini e marinai. Gli operai di là provengono quasi tutti da Lipari, da dove vengono apposta per l'esecuzione del loro lavoro. Su Panaria ci sono soltanto contadini, che sono nello stesso tempo pescatori. Tra cui un grande numero di donne. Su Filicuri e Alicuri abitano soltanto contadini. I pochi operai di queste tre isole provengono quasi tutti da Lipari.