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ESCURSIONE A PUNTA CORVO Utilizzando la carta tematica che si trova esposta sull'isola, indichiamo con i numeri cerchiati in rosso i principali punti di osservazione di questa escursione. Sommariamente, il tracciato viene indicato anche su una foto aerea dell'isola. Percorrendo, a piedi o in taxi, la strada tra il paese di S. Pietro e Cala degli Zimmari, si notano sul fianco Sud-orientale dell'isola, le due "spine" di lava di Punta del Tribunale, in basso, e di Punta del Castello. I due spuntoni rocciosi derivano da ammassi di lava viscosa, solidificatasi in parte prima di arrivare in superficie e spinti poi verso l'alto dalla pressione gassosa sottostante. La formazione di queste strutture vulcaniche è in genere preceduta da fasi effusive con colate di lava che terminano con il parziale raffreddamento dell'ultima porzione di lava in risalita, troppo viscosa per raggiungere e scorrere in superficie. La formazione di un simile "tappo" solido che ostruisce il condotto, è la causa dell'accumulo di gas che preme al di sotto della lava e, in alcuni casi, provoca violente esplosioni e la distruzione della struttura a spina. In corrispondenza di Drauto, il versante a monte è costituito dai prodotti del vulcano La Fossa, che arrivarono fino al mare, i cui resti ora formano la lingua di terra che separa la Cala di Drauto da quella degli Zimmari. Lungo la baia di Drauto è possibile riconoscere le tracce di un'antica linea di costa, segnalata dalla presenza di livelli di ciottoli arrotondati. Il piccolo promontorio che chiude verso E la caletta è ricoperto dallo stesso conglomerato di spiaggia che arriva fino a Punta Milazzese. La caletta degli Zimmari è l'unica spiaggia sabbiosa dell'isola ed è impostata sopra un precedente livello di spiaggia che si spingeva più all'interno, fino ai piedi del rilievo di Punta del Tribunale. Alla fine della spiaggia degli Zimmari, il sentiero sale per un breve tratto a superare una colata di lava che scendeva dalla base della spina del Castello e arrivava fino al mare. Il sentiero taglia la parte brecciata della colata e, nel punto più alto, anche il livello di conglomerati di un'altra antica spiaggia che si trovava intorno a 50 m sopra il mare. Il tratto pianeggiante che porta a Punta Milazzese segue il dorso della colata di lava che ha formato il promontorio. Sull'articolato promontorio roccioso di Punta Milazzese si trova il villaggio preistorico. L'insediamento, della media età del Bronzo (XIV-XIII sec. a.C.), sorge sulla superficie spianata dalla trasgressione marina tirreniana. Gli scavi del 1948-50 hanno messo in luce una ventina di capanne, nascoste da sterpi e da uno strato di pietrame che derivava dal crollo dei muri delle capanne stesse. A destra (fronte al mare) di Capo Milazzese si vede Cala Junco, una spiaggia di grossi ciottoli fronteggiata da alcuni scogli, resti di dicchi lavici in cui risaltano le fessurazioni colonnari prodotte dalla contrazione della lava nel corso del raffreddamento. L'insenatura rappresenta il confine tra la spessa colata di Costa del Capraio e quella proveniente dal centro di Castello che forma la falce rocciosa di P.ta Milazzese. Tornando indietro fino al bivio segnato, le segnalazioni dei sentieri si segue il sentiero per Piano Milazzese. Si attraversa tutto il pianoro in un paesaggio molto bello Piano Milazzese e, giunti al termine, si può vedere la ripida falesia Sud-occidentale e di fronte, Lipari e Salina. Salendo lungo il crinale della Costa del Capraio che porta a Cardosi e a Punta Corvo si continuano a vedere le pareti della costa occidentale e il ripido pendio che da Punta Muzza sale verso P.ta Cardosi. La colata di lava di Costa del Capraio, da Punta Cardosi arrivava al mare in corrispondenza di scoglio La Loca, dove ha uno spessore di circa 50 m, e termina lateralmente in corrispondenza di Cala Junco. In un breve tratto pianeggiante, affiorano in superficie prodotti piroclastici (strati spessi qualche centimetro di pomici e ceneri), attribuiti alle fasi esplosive del centro di Castello di Salvamento. Il percorso attraversa poi un pendio segnato da terrazzamenti abbandonati. I terrazzamenti si vedono anche sul versante opposto, (a destra, mentre si sale) dove risaltano i ripidi sentieri che consentivano di raggiungere i vari poderi. Da Punta Corvo si ha una panoramica sui due lati dell'isola. Verso Est la vista si allarga dagli Scogli delle Formiche fino a Stromboli. Dal punto panoramico, il sentiero scende verso S. Pietro. Di fronte si vedono gli isolotti di Lisca Nera, Bottaro, Lisca Bianca, Dattilo, Panarelli, Basiluzzo e lo Scoglio Spinazzola. Nella discesa tra i vecchi terrazzamenti e la fitta vegetazione mediterranea si incontrano, in località Soldata, i ruderi di un villaggio rustico utilizzato dagli isolani quando, sconosciuto il turismo, vivevano di agricoltura e pastorizia. Si tratta di casupole e cisterne che ricordano, per tipologia e essenzialità, i resti del villaggio preistorico di Punta Milazzese. Più oltre il sentiero diventa pianeggiante e corre tra mura di grosse pietre fino al pianoro alle spalle di Punta Falcone. Il tragitto aggira il ripido torrione lavico e scende verso S. Pietro. |