Cosa
spinge il turista ad avventurarsi sull'isola?
In
estate lo attira la Panarea conosciuta e raccontata in tutto il
mondo; la Panarea mondana, ma anche la Panarea degli appassionati
del mare, della pesca subacquea, delle serate con gli amici sotto
un cielo stellato e con il lume della candela o della lampada
a petrolio.
Ma un anno è composto da dodici mesi e poco o nulla sa
il turista estivo della Panarea dei mesi restanti; della Panarea
dei silenzi e del canto degli uccelli; delle lunghe passeggiate
sui vecchi sentieri dentro la macchia mediterranea; della meraviglia
dei campi estesi di narcisi da dicembre a febbraio e dei campi
di margherite gialle in marzo. Nulla sa dei prati di papavero
e del canto del merlo che ti sveglia la mattina presto; del cuculo
che ti fa ricordare l'infanzia. Non ha visto il mare in tempesta
con il furore del vento, lo strillare dei gabbiani ed il gracchiare
dei corvi. Tutto questo Panarea lo fa vedere e sentire a chi entra
in punta di piedi alla ricerca del Paradiso Perduto; non al turista
di giornata che riparte la sera, ma a chi ha la pazienza e la
capacità di immedesimarsi in questa montagna posata sul
mare.
Qual è il tempo migliore?
Goethe non ha mai vistato le Eolie ma ha fatto viaggi estesi in
Sicilia e la sua raccomandazione del tempo migliore per una visita
è sempre ancora la più valida: "In primavera
per meravigliarsi, in autunno per godere".
Anche se in inverno grandi alberghi, bar e negozi sono chiusi,
ci sono ottime e vantaggiose possibilità di mangiare e
pernottare. Il ristorante "Da Pina" e il suo albergo
restano aperti tutto l'anno.
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L'isola
La
più piccola delle sette sorelle che costituiscono l'arcipelago delle
Eolie, Panarea, è anche una tra le più belle, tanto da essere diventata,
negli ultimi anni, una delle località più gettonate.
Le frazioni che compongono l'abitato di Panarea sono tre: San Pietro
(dove c'è l'unico approdo per le imbarcazioni), Ditella e Drauto.
L'isola è diventata negli ultimi anni una delle mete estive preferite
da un numero sempre crescente di imprenditori, industriali, artisti,
personaggi che ruotano intorno al mondo dello spettacolo e stilisti
che qui trascorrono qualche giorno di vacanza.
Il villaggio preistorico
Partendo da San Pietro e dirigendosi verso sud, dopo aver passato
Drauto e la splendida spiaggia di Cala degli Zimmari, si raggiunge
a Punta Milazzese il sito del villaggio preistorico. Qui si trovano
i resti di 23 capanne, all'interno delle quali sono stati rinvenuti
moltissimi reperti tra cui vasellame, pentole di coccio, amuleti,
mortai e macine che ora sono esposti nel Museo Eoliano di Lipari.
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Cala
Junco
E' sicuramente tra i più suggestivi angoli di Panarea. Situata nella
baia di Capo Milazzese, Cala Junco è di fronte all'affilato dente
di basalto dello scoglio Bastimento.
Scogli e isolotti
Con tutta probabilità un tempo erano un'unica entità. Poi, in seguito
al verificarsi di eruzioni vulcaniche sottomarine, si sono frantumati
e hanno dato origine a scogli e isolotti più o meno grandi. Tra
gli scogli si segnalano in particolare Dattilo, Panarelli, Lisca
Nera, Bottaro e Lisca Bianca (che ha una deliziosa spiaggetta).
Tra gli isolotti merita sicuramente una visita quello di Basiluzzo,
situato a circa tre chilometri e mezzo a Nord-Est di Panarea. L'isolotto,
infatti, ha una certa rilevanza dal punto di vista archeologico,
dal momento che sono stati scoperti mosaici e resti di edifici romani.
Qui, inoltre, dai suoi 165 metri d'altezza, si gode un fantastico
panorama. Senza tralasciare il fatto che sul fondo marino, vicino
allo scalo, si può vedere ciò che rimane di una darsena sommersa
in seguito a fenomeni bradisismici.
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